Tutorial: creare la prima app iOS con Xcode e Swift

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Chiunque si avvicini al mondo della programmazione iOS, esperto o novizio che sia, deve fare i conti con Xcode, l’IDE (Integrated Development Environment) che Apple mette a disposizione gratuitamente a tutti gli sviluppatori. Anche se esistono alcune alternative allo sviluppo app per iOS che non prevedano l’utilizzo di Xcode, consiglio vivamente di farci i conti fin dall’inizio e di cercare di prenderci dimestichezza, perché Xcode è l’ambiente ufficiale supportato da Apple, aggiornato con le ultimissime novità: per esempio, a poche ore dal lancio ufficiale di Apple Watch, Cupertino ha rilasciato l’aggiornamento relativo di Xcode per il supporto al Watch Kit, dando la possibilità a tutti di sviluppare app specifiche per Apple Watch. Tool di terze parti non godono del supporto immediato e questo, in un campo competitivo come lo sviluppo app, può essere un fattore determinante.

In questo articolo vedremo insieme una piccola introduzione a Xcode per iniziare a prendere confidenza con l’ambiente: creeremo lo scheletro della nostra prima app e la vedremo girare nel simulatore! Siete pronti? Bene, cominciamo!

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Io e Swift

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In questo post vi racconto il mio percorso formativo in Swift e nella programmazione iOS in generale. Non partivo da zero da un punto di vista di sviluppo di codice mentre partivo da meno di zero nella conoscenza del mondo iOS lato developer. Buona lettura!

Un passo indietro per farne due in avanti

Quando ho deciso di iniziare a imparare a sviluppare app iOS (e OS X, perché no?), Swift era uscito da qualche mese ma già si era creata una comunità internazionale entusiasta di questo nuovo linguaggio, con opinioni molto positive sia per la sintassi che per la curva di apprendimento. E’ stato quindi naturale pensare di avvicinarsi a questo nuovo ambiente iniziando direttamente in Swift.

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Spring Forward: le novità di primavera di Apple

Apple Springforward 9 March 2015

Oggi si è tenuto l’attesissimo evento Spring Forward di Apple. Ecco le novità principali:

  • Presentazione dell’ Apple Watch: sarà disponibile in 9 paesi a partire dal 10 aprile 2015 (no, non c’è l’Italia, come sempre) e sarà venduto in tre collezioni principali (Sport, Watch ed Edition, quest’ultima in lega d’oro rosa o giallo a 18 carati) e in due grandezze (38mm e 42mm). I prezzi? Si vai dai 329$ del 38mm versione Sport ai diecimila (e più!) dollari per la versione Edition!
  • Come i rumor volevano, c’è anche un portatile nuovo di zecca, ma non è il restyling dell’Air. E’ invece il ritorno della linea MacBook, con un modello sottilissimo (13,1 mm di spessore) e ultraleggero (meno di un chilo), completamente riprogettato. Ha uno schermo Retina 12”, monta un nuovo trackpad chiamato Force Touch, una porta USB-C e uscirà in tre colori: oro, argento e grigio siderale, come gli iPhone 6 e 6 Plus.
  • Rilascio di iOS 8.2, la cui novità principale sarà l’interfaccia a Apple Watch e un aggiornamento dell’app nativa Health (Salute in italiano), oltre ovviamente a bug fixes.
  • ResearchKit, un nuovo framework Open Source per applicazioni iOS per raccogliere ed elaborare dati clinici, fondamentali per la ricerca scientifica. Sono già disponibili applicazioni per raccolta e analisi dati su: cancro al seno, diabete, morbo di Parkinson, disturbi cardiovascolari e asma. Aiuteremo la ricerca scientifica con l’iPhone? Spero proprio di sì!
  • Apple TV non introduce novità da un punto di vista hardware ma abbassa il prezzo da 99$ a 69$. Forse è il momento di comprarla?

Bellissimo evento, Cook in gran forma e ovviamente adesso voglio il Watch e soprattutto il MacBook oro!

Come nasce un programmatore.

Poteva essere il 1989, forse il 1990 e io ero nella mezza adolescenza. In Italia, c’era una grande azienda tecnologica, Olivetti. La Olivetti, per chi fosse troppo giovane per saperlo, produceva computer e un giorno, credo per caso, uno di quei computer entrò in casa mia. Mio fratello era troppo piccolo per giocarci e allora il compito fu affidato a me. Non ricordo esattamente come feci, ma seguendo le istruzioni del manuale e infilando i mille dischetti a caso, riuscii a farlo partire.

Il coso, come fu chiamato per molti anni (e da allora, tutti i vari cosi che si sono succeduti sulla mia scrivania) era l’indimenticabile PC1 Prodest, del quale vi posto con orgoglio la scheda tecnica.

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Hello World!